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Dalla Separazione Giudiziale alla Consensuale – tra aspetti legali ed emotivi

Il signor M. si è rivolto a me con un obiettivo preciso: voleva separarsi dalla moglie, ma non riusciva a comunicarle la sua decisione. Ogni tentativo di confronto si trasformava in un litigio, e la moglie, rifiutandosi di ritirare le lettere di diffida, rendeva impossibile ogni dialogo. A quel punto, la via legale più ovvia sembrava essere la separazione giudiziale, ma ho voluto esplorare un’alternativa. Prima di avviare un percorso lungo e costoso, ho proposto al mio assistito di lavorare sulla comunicazione con la moglie attraverso un percorso di counseling. Il problema non era solo la separazione in sé, ma il modo in cui veniva gestita.
Grazie a questo lavoro, il signor M. ha acquisito maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni, imparando a esprimere i suoi bisogni senza scatenare conflitti. Il cambiamento ha portato anche la moglie a rivedere la propria posizione, fino ad aprirsi al dialogo. Alla fine, anziché procedere con una separazione giudiziale, hanno optato per una consensuale, con un notevole risparmio di tempo, denaro e sofferenza per entrambi.

Risultati

  1. maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni
  2. maggiore apertura al dialogo

Info e contatti

Chi sono
Avv. Antonella Morganella
avvocata e counselor